Il rischio dell’effetto boomerang del PNRR

Trovo estremamente preoccupante la superficialità con cui molti amministratori, tecnici e cittadini parlano, a vario titolo, del PNRR come la soluzione a portata di mano per risolvere tutti i nostri mali.

Sarebbe invece opportuno avviare profonde riflessioni sui rischi che corriamo se questo strumento non è usato correttamente.

Senza entrare in tecnicismi, che rimandiamo a puntate successive, la prima riflessione nasce dal fatto che le risorse finanziarie del PNRR sono in gran parte costituite da prestiti, che bisognerà restituire con i dovuti interessi.

Tre sono le condizioni principali di tali prestiti:

  • a livello Paese, la spesa deve portare alla creazione di valore aggiunto e gli investimenti finanziati devono generare rendimenti superiori al livello delle passività sostenute dal finanziatore (il Dispositivo Europeo di Ripresa e Resilienza),
  • sempre a livello Paese, molti investimenti devono essere accompagnati, talvolta preceduti, da riforme legislative, sia settoriali che trasversali, che puntino, ad esempio, alla semplificazione e all’efficientamento della Pubblica Amministrazione e all’accorciamento dei tempi processuali nella giustizia,
  • ogni singolo intervento finanziato deve rispettare serrati programmi esecutivi.

Se non capiamo la complessità e la strategicità di queste sfide, il PNRR può facilmente tramutarsi in un boomerang in grado di colpire la nostra economia e la nostra società in maniera irreversibile.

E allora come prepararsi a queste sfide, per far sì che il PNRR rappresenti una solida e duratura opportunità di crescita e di sviluppo per tutti noi e non, invece, un incremento del nostro debito per le generazioni presenti e future?

E’ necessario che ciascuno dei molti attori coinvolti faccia bene la sua parte:

  • Le cabine di regia a livello centrale (Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministeri centri si spesa che emanano i bandi) traducano gli obiettivi delle varie componenti del PNRR in interventi facilmente eseguibili da parte dei beneficiari dei vari bandi (per lo più enti locali, ma anche imprese) e, soprattutto, facilitino la loro partecipazione ai bandi (ad esempio fornendo con largo anticipo adeguata informazione sui bandi futuri e fissando scadenze di chiusura dei bandi aperti non troppo repentine).
  • Il Parlamento vari nei tempi previsti le riforme richieste.
  • Gli organi preposti alla regolamentazione attuativa del PNRR perseguano e attuino obiettivi di semplificazione normativa.
  • I soggetti titolari dei bandi si attrezzino per tempo per rispondere ai bandi, effettuando una ricognizione aggiornata delle loro priorità ed una contestuale approfondita analisi incrociata con gli obiettivi delle varie componenti del PNRR.
  • Gli attori coinvolti nella progettazione dei vari interventi (a partire dai politici che danno l’indirizzo, per finire ai tecnici che devono saper tradurre gli indirizzi politici in azioni concrete) contribuiscano a far sì che gli interventi, una volta realizzati, generino il necessario valore aggiunto (ad esempio riducendo spese da sostenere in assenza degli interventi stessi).
  • Gli attori coinvolti nell’esecuzione degli interventi operino nel pieno rispetto delle regole.

Da ultimo, ma in cima a tutto, è importante che tutti antepongano principi etici ad ogni altro interesse.

(Giacomo Martirano, referente Dipartimento Programmazione unitaria – circolo di Cosenza de La Calabria che Vuoi)